Un Energy Manager basta per gestire l’ESG?

È una domanda che mi viene fatta sempre più spesso.

Per rispondere, partiamo con il dire che l’Energy Manager è senza dubbio una figura centrale. Su ISO 50001 e sulla gestione dell’energia è spesso già molto strutturato ed è stato assunto per presidiare proprio quell’area.

Il tema è tuttavia un altro.


L’ESG non è solo energia. Coinvolge governance, fiscalità, sostenibilità ambientale, reporting, finanza, relazione con stakeholder e mercato. Non è quindi una questione di bravura del singolo. È una questione di perimetro.

Una sola figura, per quanto competente, difficilmente può tenere insieme l’integrazione tra dati energetici e bilancio, gli impatti fiscali legati anche agli aiuti di Stato, la struttura di governance e le responsabilità interne, insieme alla costruzione di un impianto di reporting che sia coerente e difendibile nel tempo.


In ambito ESG, il tema non è fare bene il proprio "pezzo" ma mettere insieme i pezzi.

Per questo abbiamo costruito, attraverso la nuova società ST.B IMPACT ADVISORY    Società Benefit, un team integrato con competenze tecniche sull’energia, competenze di governance e fiscalità, competenze specialistiche sulla sostenibilità e sul reporting. Ambiti distinti che devono però dialogare tra loro.


Affidarsi a un supporto esterno non significa dunque sostituire l’Energy Manager.

Significa ampliare la visione e mettere a sistema competenze che, per natura, non possono risiedere tutte in una sola persona.

La riflessione che ti lascio è questa: nella tua azienda l’ESG è presidiato per silos o esiste una regia integrata?

Autore: Nicola Collarini 15 giugno 2026
La gestione spot dell’energia funziona… finché non smette di funzionare. Scenario tipico: azienda industriale, consumi importanti, “tutto sotto controllo”. Si guarda la bolletta, si tratta il prezzo a scadenza, si corre quando c’è un problema. Poi succede una di queste cose: ➡️ Cambia un profilo/una clausola e il costo reale si muove senza che nessuno se ne accorga subito; ➡️ Arrivano richieste di filiera o audit interni e i dati non sono pronti (o non sono difendibili); ➡️ Il prezzo diventa la scusa ma il problema è la mancanza di governance. Il punto è che il tema energia non è un evento ma un processo. E i processi o li governi con continuità o prima o poi li subisci. La gestione spot è reattiva. Ti accorgi delle cose quando hanno già impattato. La gestione continuativa è disciplina e prevede dati affidabili, ruoli chiari, verifiche periodiche, decisioni tracciabili. Non è più lavoro. È meno rischio. E, in molte aziende, è anche l’unico modo per proteggere margini e continuità operativa. Vale la pena fare un check interno: hai ruoli, dati e routine di verifica o stai ancora lavorando per eccezioni? Se ti fa piacere, sono disponibile a un confronto.
Autore: Nicola Collarini 15 giugno 2026
Per noi di Collarini Energy Consulting la nascita di STB Impact Advisory SB è un passaggio molto importante. Perché completa il nostro perimetro di attività dalla gestione tecnico-energetica e ambientale che seguiamo ogni giorno, alla dimensione di governance e strategia d’impresa. In pratica, permette di accompagnare le aziende con un approccio più integrato, dove sostenibilità, dati e decisioni stanno nello stesso quadro. Come sappiamo infatti, oggi la sostenibilità non resta “un capitolo a parte” e ha effetti diretti su come l’impresa viene valutata e scelta. Rafforza il brand, apre l’accesso a capitali e opportunità, qualifica l’azienda come fornitore e aiuta ad attrarre e trattenere talenti. STB nasce proprio per guidare le aziende nel loro percorso di sostenibilità. Diciamo che STB è il passo che mancava per rendere il percorso più semplice da gestire e più solido da dimostrare.