Un Energy Manager basta per gestire l’ESG?

È una domanda che mi viene fatta sempre più spesso.
Per rispondere, partiamo con il dire che l’Energy Manager è senza dubbio una figura centrale. Su ISO 50001 e sulla gestione dell’energia è spesso già molto strutturato ed è stato assunto per presidiare proprio quell’area.
Il tema è tuttavia un altro.
L’ESG non è solo energia. Coinvolge governance, fiscalità, sostenibilità ambientale, reporting, finanza, relazione con stakeholder e mercato. Non è quindi una questione di bravura del singolo. È una questione di perimetro.
Una sola figura, per quanto competente, difficilmente può tenere insieme l’integrazione tra dati energetici e bilancio, gli impatti fiscali legati anche agli aiuti di Stato, la struttura di governance e le responsabilità interne, insieme alla costruzione di un impianto di reporting che sia coerente e difendibile nel tempo.
In ambito ESG, il tema non è fare bene il proprio "pezzo" ma mettere insieme i pezzi.
Per questo abbiamo costruito, attraverso la nuova società ST.B IMPACT ADVISORY Società Benefit, un team integrato con competenze tecniche sull’energia, competenze di governance e fiscalità, competenze specialistiche sulla sostenibilità e sul reporting. Ambiti distinti che devono però dialogare tra loro.
Affidarsi a un supporto esterno non significa dunque sostituire l’Energy Manager.
Significa ampliare la visione e mettere a sistema competenze che, per natura, non possono risiedere tutte in una sola persona.
La riflessione che ti lascio è questa: nella tua azienda l’ESG è presidiato per silos o esiste una regia integrata?







